Alla scoperta del Grignone con Smilla & Grace

di Francesca Ghioni

 

La Grigna settentrionale o Grignone (precedentemente monte Coden) è la vetta più alta del gruppo delle Grigne, a cavallo tra il lago di Como e la Valsassina; nelle giornate più limpide è visibile da tutta la Pianura Padana Lombarda.

Il suo rinomato panorama offre la vista dell’intero Arco Alpino nord occidentale, l’Oberland Bernese, il Cervino, il Monte Rosa, le vette interne svizzere, le catene montuose di confine con il Triveneto e, in caso di giornata ventosa, persino il Duomo di Milano!

Appena sotto la cima di 2410 m s.l.m. è situato il rifugio Brioschi, rifugio storico delle Prealpi Lombarde di proprietà del CAI di Milano. La montagna è composta principalmente da tre versanti, il sud-occidentale che scende verso la sponda est del lago di Como ed è il più interessante in ambito alpinistico, l’orientale che scende regolare verso la Valsassina e il settentrionale (Moncodeno) che forma una conca glaciale che scende verso il Passo del Cainallo e la zona di Esino Lario ed è il versante più interessante a livello speleologico, il Complesso del Releccio infatti è il secondo sistema carsico più profondo d’Italia.

La via normale di salita è sul versante orientale e parte da Pasturo ma oggi analizzeremo un altro itinerario, il più frequentato nel periodo estivo, ovvero quello che parte dal Rifugio Cainallo (Esino Lario). Giunti al rifugio possiamo proseguire in auto fino in fondo alla Val di Cino dove troviamo un ampio parcheggio, in fronte a noi c’è un prato in leggera salita alla destra del quale si apre un sentiero con un segnavia che indica il rifugio Brioschi, lo prendiamo. Il sentiero è ombreggiato con qualche morbido sali e scendi, già da qui si gode un bel panorama sulla Valle dei Mulini, via via gli alberi si diradano e la vista delle valli circostanti si amplia, incontriamo una larga passerella in cemento e poco dopo un bivio che indica diritto il rifugio Bogani, a destra il rifugio Bietti-Buzzi.

A questo punto abbiamo la possibilità di fare un giro ad anello molto interessante a livello escursionistico e paesaggistico, piuttosto lungo ma non particolarmente difficile, seguiamo quindi per il Bietti-Buzzi e dopo altri sali e scendi incontriamo la maestosa Porta di Prada. Proseguiamo lungo il nostro sentiero e dopo circa mezz’ora arriviamo al rifugio Bietti-Buzzi dal quale partono diversi sentieri per la cima, noi imbocchiamo il 28 che risale ripidamente il grande prato alle spalle del rifugio.

La vegetazione si dirada e il sentiero diventa più difficoltoso, incontriamo un bivio che indica il rifugio Bogani a sinistra mentre a destra inizia la Cresta di Piancaformia che percorriamo, in alcuni tratti attrezzata da corde fisse in punti per i cani semplici da superare. Dopo l’ultimo ripido tratto attrezzato giungiamo finalmente al rifugio Brioschi poco sopra al quale si erge la croce del Grignone dalla quale possiamo goderci la splendida vista.

Scendendo dal rifugio sulla via del ritorno arriviamo nuovamente al bivio che indica in discesa il rifugio Armando Bogani (sentiero 25), lo imbocchiamo. Il sentiero diventa via via meno ripido ed entriamo nel bosco fino a raggiungere il rifugio, il percorso è meno impegnativo rispetto al sentiero 24 lungo il quale abbiamo camminato all’andata. Superato il rifugio il sentiero si allarga e passa di fianco ad una stalla arrivando ad un cancellino di legno che sorpassiamo, dopo una morbida discesa il sentiero si ricongiunge a quello dell’andata e non ci resta che percorrerlo all’ombra dei pini fino a raggiungere l’auto…

Consiglio questo giro ad anello a escursionisti a due e quattro zampe che dispongono di un certo allenamento e che abbiano esperienza lungo percorsi attrezzati, in alternativa si può giungere al rifugio Brioschi più semplicemente camminando lungo il sentiero descritto nel ritorno o ancora più semplicemente partendo da Pasturo lungo il sentiero 33.

 

nota tecnica

Dislivello: 1170 circa.

Tempo: 6 ore circa.

Periodo consigliato: estivo.

Difficoltà: EE.

Punti d’appoggio: rifugi Cainallo, Bietti-Buzzi e Bogani.

Avvertenze: parte finale del sentiero esposta a sole e vento, no punti d’acqua per cani.

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