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VIA DELLE VETTE – DOG TREKKING IN ALTA VALLE CAMONICA

thedogventure’s team

thedogventure.com, progetto del Centro Cinofilo La Luna e il Falò, nato da un’idea di Filippo Cattaneo, ha una sua logica, una sua modalità di lavoro, una sua peculiarità. Il cane, in quanto tale, al centro del nostro progetto associato ai trekking. In aggiunta ad un vivere il territorio in stretto contatto con la natura e le sue tipicità. Così, La Via delle Vette è il primo dog trekking ufficiale di thedogventure. Con delle semplici ma chiare caratteristiche: vivere il cane ventiquattr’ore su ventiquattro, dormendo in tenda e svoglere assieme a lui il fantastico lavoro del “mettersi in cammino” scoprendo luoghi fantastici, nel pieno rispetto delle leggi della natura.

Thedogventure, per questo dog trekking, ringrazia tutti coloro che ci hanno sostenuto, fin dalla fase progettuale: in primis Il Centro Cinofilo La Luna e il Falò e l’Allevamento Keral’ghin di Filippo Cattaneo. Un grande grazie alla FISC (Federazione Italiana Sport Cinofili) e al Progetto Amarok – Lo Spirito del Lupo. E, ovviamente, un ringraziamento di tutto cuore ai partner che hanno contribuito alla riuscita dell’evento: SBK ITALIA – sport and job for your dog, F-ALL – underwear, Myfootbike Italia, Trattoria Pizzeria Fontanacce, AlecodFrancesca Codina Photography e WebCam Valle Camonica. Sembra scontato, ma non lo è: senza il loro appoggio nulla di quanto vissuto sarebbe stato possibile. 

 

Dove siamo stati? Nello scenario paesaggistico dell’Alta Valle Camonica, tra i Parchi dello Stelvio e dell’Adamello. I veri protagonisti di questo dog trekking sono stati i cani: Akira (Siberian Husky), Lea (Pastore Tedesco), Lampo (Siberian Husky), Maraya (Siberian Husky), Max (Border Collie), Sean (Siberian Husky), Ira (Siberian Husky), Ripley (Siberian Husky), Indi (Siberian Husky) e Ciuk (Siberian Husky)… Denise (Pastore Tedesco) e Andrea (Siberian Husky), che ci avrebbero raggiunto qualche giorno più avanti. Senza i cani nulla di tutto questo sarebbe stato possibile, perché il loro contributo nel percorrere i sentieri e i cammini scelti è stato preziosissimo: grande la loro capacità di aiutare noi, poveri bipedi, nell’affrontare anche salite impervie, coi nostri zaini sulle spalle. 

Micro Cronaca di un’Avventura

Ritrovo ore 10.30 del giorno 26 maggio: un giorno dedicato alla conoscenza reciproca e all’interazione dei cani. Una giornata in cui sono state prese in visione le attrezzature e il materiale necessario per affrontare al meglio questa piccola grande avventura. 

La prima tappa, domenica 27 maggio, ci ha visto salire al Pianaccio, partendo da Vezza d’Oglio. Il Pianaccio è una piana (come si può intuire anche dal nome) di grande bellezza, dalla quale si possono ammirare le principali cime e valli che avremmo poi imparato a conoscere nelle successive giornate. Lo scriviamo subito: il tempo non ci è stato amico. Infatti, dopo un’ora dal nostro arrivo al Pianaccio, un forte temporale ci ha costretto –  anche per questioni di sicurezza – a trovare riparo con le tende nei pressi di Malga Salina: vento, fulmini e la grandine hanno accompagnato la nostra cena, rigorosamente consumata in tenda coi cani. 

 

La mattina seguente, il cielo limpido ci ha fatto godere di un paesaggio surreale, ma magnifico. Pronti per ripartire… e via verso la méta della nostra seconda tappa: la Val Grande. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Siamo giunti in Val Grande in tarda mattinata. Una valle rigogliosa, lussureggiante coi suoi larici e abeti e la cospicua presenza di torrenti e fiumi. Il “campo base” con le tende, presso una Baita privata, è stato anche qui, dalla sera stessa, accolto dall’immancabile acquazzone. Noi e i cani ci siamo abituati in fretta ai continui e repentini cambiamenti climatici. Martedì 29 maggio è stata una giornata di scoperta: coi nostri cani, rigorosamente imbragati e seguiti nel loro lavoro, ci siamo addentrati nella valle, superando la Malga e arrivando al Rifugio Sandro Occhi. Un’ora e mezza di strada in cui abbiamo osservato numerosi esemplari di cervi, maschi e femmine con qualche piccolo al seguito. E non ci siamo fatti mancare nemmeno la neve 😉

 

La quarta Tappa della giornata di mercoledì 30 maggio ci ha visto scendere dalla Val Grande, passare da Cima Rovaia per raggiungere Pramprano, località sopra Villa Dalegno. Anche qui, accolti dalla nostra nuvoletta carica d’acqua. A Pramprano siamo stati raggiunti da Denise, con Oliviero e Nadia. La sera, nella baita a cui ci siamo appoggiati, è stata un’occasione di festa… anche perché eravamo ormai giunti a metà del nostro itinerario.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovedì 31 maggio è stata la tappa sicuramente più impegnativa, non tanto per il dislivello, quanto per i chilometri: 30 km esatti. Da Pramprano siamo discesi fino a Ponte di Legno – primo baluardo di civiltà dopo 4 giorni; da Ponte, percorrendo una delle tante stradine interne, abbiamo raggiunto la località di Pezzo, dove abbiamo fatto visita all’Area Faunistica: sì, perché thedogventure è anche valorizzazione e scoperta del territorio. E l’Area Faunistica di Pezzo, nel Parco dello Stelvio, è un piccolo gioiello dove poter conoscere da vicino la fauna locale. 

Pezzo è stata il nostro trampolino di lancio per raggiungere un altro luogo montano caratteristico: Case di Viso. Da qui, lungo la Tonalina, abbiamo nuovamente raggiunto Ponte di Legno per dirigerci a Temù, seguendo la pista ciclabile. Temù, il nostro nuovo campo base. 

Non è solo un modo di dire quello che spesso sentiamo, ovvero che “il meglio deve ancora venire”. Infatti gli ultimi due giorni (questa volta nel Parco dell’Adamello) sono stati sicuramente i più suggestivi per molti dei partecipanti: venerdì 1 Giugno, da Temù, siamo saliti verso il Monte Calvo, immersi in un bosco di abeti rossi. Raggiunto poi il Pornina, abbiamo seguito il sentiero che ci ha condotto al Rifugio alla Casata, in Val Paghera. Una serata a mangiare bruschette e a piantare le tende sotto il “muro” naturale che ci separava dall’ultimo traguardo: il Lago dell’Aviolo.  

Il 2 Giugno è stato fatto a tutti noi un regalo immenso: niente pioggia e la possibilità di ammirare il Lago dell’Aviolo e la sua piana in tutto il suo splendore. La salita per raggiungerlo non è certo tra le più semplici, soprattutto se si considera che le pietre e le rocce con cui è composto il ripido sentiero a gradoni erano completamente bagnati. Ma i cani, nonostante i tanti chilometri e il tanto dislivello già accumulato hanno lavorato alla grande, portandoci là dove dovevamo arrivare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 3 giugno è arrivato in fretta, così come la conclusione di questa avventura. Nell’ultima tappa, ossia quella del rientro, ha visto l’unirsi a noi Rodolfo e il suo Siberian Husky di nome Andrea: pochi chilometri per scendere dalla Val Paghera e arrivare là da dove è iniziata la Via delle Vette, la Trattoria Fontanacce a Vezza d’Oglio. 

Se all’inizio di questo testo abbiamo ringraziato le istituzione e le aziende che hanno supportato e appoggiato il dog trekking, ora è giunto il momento di ringraziare le persone in carne ed ossa che nei sette giorni della Via delle Vette ci hanno materialmente aiutato: Filippo, Nata, Lella, Ornella, Michele, Caty, Simona, Cristina e Umberto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quale conclusione dopo questo dogtrekking? E’ stata un’esperienza meravigliosa dove tutti i partecipanti sono cresciuti insieme ai loro cani. Dove i cani hanno potuto fare i cani, lavorando al fianco dei loro amici umani. Il divertimento – a due e quattro zampe – non è mancato. Un’esperienza, un’avventura, un trekking… chiamatelo come volete… che ha avuto un obiettivo primario fondamentale: riscoprire la montagna, viverla coi propri cani nella maniera più genuina possibile. Una modalità che oggi, nella nostra delirante frenesia antropocentrica sembra quasi anacronistica. Perché thedogventure mette al centro il cane: non il “cane-peluche” o il “cane-schiavo”, ma un cane che ha con l’essere umano un rapporto simbiontico di reciproco sostegno. Quindi, quale conclusione? Nessuna conclusione! Perché questo è solo l’inizio…

 

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dati tecnici Via delle Vette

Tot. km percorsi: 108 km

Tot. dislivello (positivo e negativo): 11.680 mt

Partecipanti (coi propri cani): Eleonora (Akira), Chiara (Lampo), Guido (Lea), Andrea (Maraya e Max), Oliviero e Nadia (Denise), Rodoflo (Andrea) Federico (Ira e Ripley), Francesca (Sean), Francesco (Indi e Ciuk)

Via delle Vette

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