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VIA DELLE VETTE 2019: ANCHE LA SECONDA EDIZIONE E’STATA UN SUCCESSO!

La seconda edizione della Via delle Vette sì è da poco conclusa. Rispetto all’anno scorso, diverse sono state le variazioni di percorso dovute alla volontà di mostrare nuovi itinerari del bellissimo territorio dell’Alta Valle Camonica. 

Come sempre, il giorno prima della partenza è stato il momento del ritrovo dei partecipanti: Chiara insieme a Naso e Lampo, Massimo con Spike, Emanuela e Fulvio con Cole e Randy, Maria insieme a Junior e Ice, Guido con Lea, infine Francesca e Federico insieme a Sean, Ira, Ripley e Ronin.. 

Il primo giorno è sempre importante: i cani si conoscono tra loro, imparano a familiarizzare con le persone con le quali interagiranno per sette giorni di camminata e soprattutto familiarizzeranno con il dormire in tenda, la prima notte. Dunque, ci si è ritrovati tutti quanti insieme alla Trattoria Pizzeria Fontanacce di Vezza d’Oglio; montando le tende e attuando gli ultimi preparativi.

Il lunedì, a metà mattina, la Via delle Vette è ufficialmente iniziata percorrendo un tratto della ciclabile di Vezza d’Oglio fino a giungere al sentiero che ci ha portato fino alla Chiesetta di San Clemente, sopra il paese. Dopo pranzo abbiamo percorso un lungo tratto in salita, in mezzo al bosco, arrivando alla cava del Borom, a circa 1600 m s.l.m., da cui un tempo si estraeva il marmo. Dopo esserci goduti il panorama abbiamo cominciato l’ultimo tratto di sentiero che ci ha condotto alla Locanda della Val Grande, all’inizio dell’omonima valle. Qui abbiamo trascorso una piacevole serata e dopo un’abbondante cena a base di piatti tipici abbiamo passato la prima notte.

Martedì abbiamo potuto goderci il resto della Val Grande di Vezza d’Oglio. Siamo partiti con il sole dalla Locanda e siamo arrivati al Bivacco Saverio Occhi (2047 m s.l.m.), presso il quale abbiamo trascorso tutta la giornata. Impossibile contenere la felicità sia dei cani ma anche degli umani alla vista della neve non ancora sciolta lungo l’ultimo tratto di strada che conduceva al rifugio!

Nonostante il ritorno rinfrescato da un acquazzone, la serata ha continuato piacevolmente in compagnia anche dell’equipaggio della macchina di supporto, raggiuntoci apposta per godere ancora una volta dell’ospitalità e della cucina offerta Locanda della Val Grande.

Mercoledì abbiamo affrontato una delle tappe più impegnative del trekking, dopo un primo tratto in discesa siamo risaliti, fino a circa 2200 m s.l.m., non distanti dalle trincee della Grande Guerra presso Cima Rovaia. Una volta portati in quota, oltre il limite del bosco, impossibile è stato non soffermarci a contemplare il panorama che ci si è presentato. Con la vista spettacolare delle montagne del gruppo dell’Adamello di fronte a noi, abbiamo proseguito, rigorosamente in fila indiana lungo uno stretto sentiero, fino a giungere Malga Tremons (2116 m s.l.m): abbiamo pranzato al sacco e riposato al sole. Nelle prime ore del pomeriggio abbiamo proseguito il cammino, questa volta tutto in discesa fino ad alcune baite sopra all’abitato di Canè (1500 m s.l.m.). Al bel sole del mattino è subentrato il brutto tempo, e la pioggia ha deciso di accompagnarci per l’ultimo tratto di sentiero, prima di arrivare in Val Canè a circa 1600 m s.l.m, dove abbiamo trascorso la terza notte. I chilometri percorsi e il dislivello notevole è stato ripagato dalla vista di camosci e stambecchi!! 

Giovedì mattina: sveglia alle ore 07:00 e carichi per affrontare la tappa più lunga del trekking! La pioggia della sera prima e il sole che non ci aveva ancora raggiunto ha fatto in modo che la mattina non fosse particolarmente calda…ma per fortuna caffè e fornelletto di alcuni partecipanti sono venuti in nostro aiuto! Dopo esserci concessi la colazione, abbiamo rapidamente smontato le tende e poco dopo eravamo già pronti per rimetterci in marcia. Dal Parco dello Stelvio abbiamo proseguito lungo una ripida discesa attraversando Villa Dalegno (1376 m s.l.m.) per poi dirigerci a Ponte di Legno. Giunti in paese, ci siamo concessi una breve pausa caffè (per qualcuno già aperitivo) per poi fermarci a fare spesa per il pranzo. Passare per le vie del paese e fare la spesa con 10 cani non passa di certo inosservato e molte sono state le persone che ci fermavano incuriositi e per fare fotografie. Il vento pungente e le nuvole che minacciavano pioggia hanno fatto sì che la pausa pranzo non durasse a lungo; siamo stati così “costretti” ad abbandonare l’area picnic posta non distante dalle piste da sci e abbiamo proseguito lungo un tratto di pista ciclabile tornando nel bosco, attraverso i campi da sci di Ponte di Legno. Continuando lungo la strada sterrata siamo così giunti a Temù dove l’auto di supporto era già lì che ci aspettava. Con l’autorizzazione del Comune, abbiamo montato le tende in un campo sportivo.

Nonostante il nostro tentativo di sfuggire dal temporale, questo ci ha raggiunto ugualmente! Ma a tirarci su di morale ci ha pensato la squadra di supporto che ci ha premiato con della buona pizza, birra, prosecco e dessert. La serata si è svolta piacevolmente e soprattutto con tante, tante risate!

Dopo aver passato i primi giorni percorrendo i sentieri del Parco Nazionale dello Stelvio, venerdì mattina siamo partiti alla volta del Parco dell’Adamello. Tutto il dog trekking si è svolto all’interno del lussureggiante bosco della Val Vallaro. Oltre la salita impegnativa, a complicare la situazione, sono stati i numerosi alberi trovati schiantati dal forte vento dell’autunno passato, che ostruivano il passaggio. Obbligati in più punti ad uscire dal sentiero scavalcando le piante, e con l’aiuto di una sega a mano, siamo comunque riusciti ad arrivare in Val Paghera. Questa volta ci siamo goduti una lunga pausa pranzo. Abbiamo mangiato panini (qualcuno facendoselo rubare dal proprio cane) e sonnecchiando al sole si stava davvero troppo bene per riprendere il cammino. Giunti al Rifugio alla Cascata (1453 m s.l.m.) però, la tranquillità del posto, il paesaggio e l’ospitalità dei proprietari ha ripagato tutti gli sforzi. Dopo aver montato le tende ci siamo seduti a tavola pronti per gustarci un buon piatto di pasta, minestrone, polenta e vino rosso. La giusta cena per chi il giorno dopo deve confrontarsi con l’ultima, breve ma intensa tappa del trekking!

L’ultima tappa è sempre la migliore: forse perché corona una settimana fatta di divertimento, di fatica, di condivisione totale tra uomini e i propri animali. Anche quest’anno, come ciliegina finale sulla nostra torta è stato salire al Lago dell’Aviolo, partendo dal Rifugio alla Cascata che ci ha ospitato con le tende. 

La salita non è lunga, ma il dislivello si fa certamente sentire: 500 metri racchiusi in circa 2 chilometri. Rocce a gradoni, piccoli corsi acqua, cascate e – in vetta, oltre il Rifugio Sandro Occhi (1930 m s.l.m) – il magnifico lago, cristallino come tutti i laghi di alta montagna, alle cui spalle si apre una lunga e stretta vallata pianeggiante che conduce ad un interessante osservatorio faunistico per poter provare a vedere, in quota, gli animali selvatici. A fare da padrone alla vallata il maestoso complesso del Baitone meravigliosamente innevato.

La domenica mattina siamo tornati dal nostro dog trekking scendendo dalla Val Paghera. Dopo un momento di festa e di condivisione presso la Trattoria Pizzeria Fontanacce, e dopo aver per corso la bellezza di quasi 90 km, ciascuno di noi si è diretto, poi, verso la propria casa. 

Queste esperienze, questi dog trekking, in linea con la filosofia di thedogventure, sono estremamente utili per aumentare il legame che ci unisce coi nostri cani. Dormire con i cani in tenda, mangiare insieme a loro, camminare e lavorare con loro, per sette giorni, 24 ore su 24 intensifica il rapporto; e tutto questo si arricchisce vivendo a così stretto contatto con la natura. 

In questo dog trekking, come in tutte le proposte di thedogventure, noi insieme ai nostri cani siamo ospiti della natura che ci troviamo a vivere e percorrere: e dobbiamo ricordarcelo sempre. Tutta la Via delle Vette è stata realizzata all’insegna del rispetto più totale nei confronti dei vari ambienti visitati e vissuti.

La Via delle Vette conferma essere un ottimo dog trekking per coloro che vogliano fare esperienze forti coi propri cani; un dog trekking che certamente stimola, tutti noi di thedogventure, a continuare a lavorare per migliorarlo, ma sempre in questa direzione, sempre rimanendo aperti e in ascolto dei valori e principi (anche tra uomo-cane) che ci “muovono”.

Infine ringraziamo tutti i nostri sponsor e partner che, in questa edizione, ci sono stati vicini e hanno supportato l’iniziativa.

Main Sponsor
La Luna e il Falò Centro cinofilo – Affiliato FISC

Trattoria Pizzeria Fontanacce


Sponsor & Partner
Webcam Valle Camonica

Allevamento Keral’ghin

VISTA PetFood

SBK ITALIA – sport and job for your dog!

AleCod

Francesca Codina Photographer

Myfootbike Italia

Rifugio alla Cascata

Agricampeggio La Luna e il Falo’
Partner istituzionali
Amarok – Lo Spirito del Lupo

VIA DELLE VETTE – DOG TREKKING IN ALTA VALLE CAMONICA

thedogventure’s team

thedogventure.com, progetto del Centro Cinofilo La Luna e il Falò, nato da un’idea di Filippo Cattaneo, ha una sua logica, una sua modalità di lavoro, una sua peculiarità. Il cane, in quanto tale, al centro del nostro progetto associato ai trekking. In aggiunta ad un vivere il territorio in stretto contatto con la natura e le sue tipicità. Così, La Via delle Vette è il primo dog trekking ufficiale di thedogventure. Con delle semplici ma chiare caratteristiche: vivere il cane ventiquattr’ore su ventiquattro, dormendo in tenda e svoglere assieme a lui il fantastico lavoro del “mettersi in cammino” scoprendo luoghi fantastici, nel pieno rispetto delle leggi della natura.

Thedogventure, per questo dog trekking, ringrazia tutti coloro che ci hanno sostenuto, fin dalla fase progettuale: in primis Il Centro Cinofilo La Luna e il Falò e l’Allevamento Keral’ghin di Filippo Cattaneo. Un grande grazie alla FISC (Federazione Italiana Sport Cinofili) e al Progetto Amarok – Lo Spirito del Lupo. E, ovviamente, un ringraziamento di tutto cuore ai partner che hanno contribuito alla riuscita dell’evento: SBK ITALIA – sport and job for your dog, F-ALL – underwear, Myfootbike Italia, Trattoria Pizzeria Fontanacce, AlecodFrancesca Codina Photography e WebCam Valle Camonica. Sembra scontato, ma non lo è: senza il loro appoggio nulla di quanto vissuto sarebbe stato possibile. 

 

Dove siamo stati? Nello scenario paesaggistico dell’Alta Valle Camonica, tra i Parchi dello Stelvio e dell’Adamello. I veri protagonisti di questo dog trekking sono stati i cani: Akira (Siberian Husky), Lea (Pastore Tedesco), Lampo (Siberian Husky), Maraya (Siberian Husky), Max (Border Collie), Sean (Siberian Husky), Ira (Siberian Husky), Ripley (Siberian Husky), Indi (Siberian Husky) e Ciuk (Siberian Husky)… Denise (Pastore Tedesco) e Andrea (Siberian Husky), che ci avrebbero raggiunto qualche giorno più avanti. Senza i cani nulla di tutto questo sarebbe stato possibile, perché il loro contributo nel percorrere i sentieri e i cammini scelti è stato preziosissimo: grande la loro capacità di aiutare noi, poveri bipedi, nell’affrontare anche salite impervie, coi nostri zaini sulle spalle. 

Micro Cronaca di un’Avventura

Ritrovo ore 10.30 del giorno 26 maggio: un giorno dedicato alla conoscenza reciproca e all’interazione dei cani. Una giornata in cui sono state prese in visione le attrezzature e il materiale necessario per affrontare al meglio questa piccola grande avventura. 

La prima tappa, domenica 27 maggio, ci ha visto salire al Pianaccio, partendo da Vezza d’Oglio. Il Pianaccio è una piana (come si può intuire anche dal nome) di grande bellezza, dalla quale si possono ammirare le principali cime e valli che avremmo poi imparato a conoscere nelle successive giornate. Lo scriviamo subito: il tempo non ci è stato amico. Infatti, dopo un’ora dal nostro arrivo al Pianaccio, un forte temporale ci ha costretto –  anche per questioni di sicurezza – a trovare riparo con le tende nei pressi di Malga Salina: vento, fulmini e la grandine hanno accompagnato la nostra cena, rigorosamente consumata in tenda coi cani. 

 

La mattina seguente, il cielo limpido ci ha fatto godere di un paesaggio surreale, ma magnifico. Pronti per ripartire… e via verso la méta della nostra seconda tappa: la Val Grande. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Siamo giunti in Val Grande in tarda mattinata. Una valle rigogliosa, lussureggiante coi suoi larici e abeti e la cospicua presenza di torrenti e fiumi. Il “campo base” con le tende, presso una Baita privata, è stato anche qui, dalla sera stessa, accolto dall’immancabile acquazzone. Noi e i cani ci siamo abituati in fretta ai continui e repentini cambiamenti climatici. Martedì 29 maggio è stata una giornata di scoperta: coi nostri cani, rigorosamente imbragati e seguiti nel loro lavoro, ci siamo addentrati nella valle, superando la Malga e arrivando al Rifugio Sandro Occhi. Un’ora e mezza di strada in cui abbiamo osservato numerosi esemplari di cervi, maschi e femmine con qualche piccolo al seguito. E non ci siamo fatti mancare nemmeno la neve 😉

 

La quarta Tappa della giornata di mercoledì 30 maggio ci ha visto scendere dalla Val Grande, passare da Cima Rovaia per raggiungere Pramprano, località sopra Villa Dalegno. Anche qui, accolti dalla nostra nuvoletta carica d’acqua. A Pramprano siamo stati raggiunti da Denise, con Oliviero e Nadia. La sera, nella baita a cui ci siamo appoggiati, è stata un’occasione di festa… anche perché eravamo ormai giunti a metà del nostro itinerario.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovedì 31 maggio è stata la tappa sicuramente più impegnativa, non tanto per il dislivello, quanto per i chilometri: 30 km esatti. Da Pramprano siamo discesi fino a Ponte di Legno – primo baluardo di civiltà dopo 4 giorni; da Ponte, percorrendo una delle tante stradine interne, abbiamo raggiunto la località di Pezzo, dove abbiamo fatto visita all’Area Faunistica: sì, perché thedogventure è anche valorizzazione e scoperta del territorio. E l’Area Faunistica di Pezzo, nel Parco dello Stelvio, è un piccolo gioiello dove poter conoscere da vicino la fauna locale. 

Pezzo è stata il nostro trampolino di lancio per raggiungere un altro luogo montano caratteristico: Case di Viso. Da qui, lungo la Tonalina, abbiamo nuovamente raggiunto Ponte di Legno per dirigerci a Temù, seguendo la pista ciclabile. Temù, il nostro nuovo campo base. 

Non è solo un modo di dire quello che spesso sentiamo, ovvero che “il meglio deve ancora venire”. Infatti gli ultimi due giorni (questa volta nel Parco dell’Adamello) sono stati sicuramente i più suggestivi per molti dei partecipanti: venerdì 1 Giugno, da Temù, siamo saliti verso il Monte Calvo, immersi in un bosco di abeti rossi. Raggiunto poi il Pornina, abbiamo seguito il sentiero che ci ha condotto al Rifugio alla Casata, in Val Paghera. Una serata a mangiare bruschette e a piantare le tende sotto il “muro” naturale che ci separava dall’ultimo traguardo: il Lago dell’Aviolo.  

Il 2 Giugno è stato fatto a tutti noi un regalo immenso: niente pioggia e la possibilità di ammirare il Lago dell’Aviolo e la sua piana in tutto il suo splendore. La salita per raggiungerlo non è certo tra le più semplici, soprattutto se si considera che le pietre e le rocce con cui è composto il ripido sentiero a gradoni erano completamente bagnati. Ma i cani, nonostante i tanti chilometri e il tanto dislivello già accumulato hanno lavorato alla grande, portandoci là dove dovevamo arrivare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 3 giugno è arrivato in fretta, così come la conclusione di questa avventura. Nell’ultima tappa, ossia quella del rientro, ha visto l’unirsi a noi Rodolfo e il suo Siberian Husky di nome Andrea: pochi chilometri per scendere dalla Val Paghera e arrivare là da dove è iniziata la Via delle Vette, la Trattoria Fontanacce a Vezza d’Oglio. 

Se all’inizio di questo testo abbiamo ringraziato le istituzione e le aziende che hanno supportato e appoggiato il dog trekking, ora è giunto il momento di ringraziare le persone in carne ed ossa che nei sette giorni della Via delle Vette ci hanno materialmente aiutato: Filippo, Nata, Lella, Ornella, Michele, Caty, Simona, Cristina e Umberto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quale conclusione dopo questo dogtrekking? E’ stata un’esperienza meravigliosa dove tutti i partecipanti sono cresciuti insieme ai loro cani. Dove i cani hanno potuto fare i cani, lavorando al fianco dei loro amici umani. Il divertimento – a due e quattro zampe – non è mancato. Un’esperienza, un’avventura, un trekking… chiamatelo come volete… che ha avuto un obiettivo primario fondamentale: riscoprire la montagna, viverla coi propri cani nella maniera più genuina possibile. Una modalità che oggi, nella nostra delirante frenesia antropocentrica sembra quasi anacronistica. Perché thedogventure mette al centro il cane: non il “cane-peluche” o il “cane-schiavo”, ma un cane che ha con l’essere umano un rapporto simbiontico di reciproco sostegno. Quindi, quale conclusione? Nessuna conclusione! Perché questo è solo l’inizio…

 

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dati tecnici Via delle Vette

Tot. km percorsi: 108 km

Tot. dislivello (positivo e negativo): 11.680 mt

Partecipanti (coi propri cani): Eleonora (Akira), Chiara (Lampo), Guido (Lea), Andrea (Maraya e Max), Oliviero e Nadia (Denise), Rodoflo (Andrea) Federico (Ira e Ripley), Francesca (Sean), Francesco (Indi e Ciuk)