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Il Monte Due Mani

di Francesca Ghioni

Il Monte Due Mani è una montagna delle Prealpi Bergamasche situata in Valsassina. Il suo nome è dovuto alle dieci piccole cime che lo compongono somiglianti appunto alle dita di due mani aperte; è uno dei monti che domina il panorama dalla città di Lecco ma anche uno dei meno conosciuti, essendo situato tra il più noto Resegone e il gruppo delle Grigne.

Sulla vetta di 1666 m s.l.m. è situato il bivacco intitolato a Marco Locatelli, Plinio Milnai ed Enrico Scaioli, tragicamente periti all’età di vent’anni sulla Cresta Segantini della Grignetta. Da qui è possibile godere di una vista estremamente panoramica sulle Grigne, il Resegone, Lecco, la Valsassina, la Brianza e nelle giornate più limpide sul Monte Rosa e gli Appennini. La struttura del bivacco è ben riconoscibile anche a grande distanza: un igloo bianco in vetroresina in parte alla croce e con diversi oblò che ci consentono di vedere i monti circostanti dall’interno. Il bivacco è di proprietà del C.A.I. di Ballabio, è sempre aperto ed è sicuro in caso di mal tempo.

Diverse vie normali portano alla vetta. La più breve e frequentata è quella che partendo dalla provinciale 63 in direzione Morterone, percorre il sentiero n°33. Da Ballabio imbocchiamo la provinciale e dopo circa 10 km troviamo uno slargo dove possiamo parcheggiare l’auto; dei segnavia indicano Desio-Monte Due Mani verso una mulattiera dall’altra parte della strada sulla quale possiamo vedere una freccia. Imbocchiamo il sentiero, inizialmente un po’ ripido, all’ombra di una faggeta e salendo a zig zag fino a raggiungere un tratto in leggera discesa.

 

 

Continuiamo quasi in piano e iniziamo a vedere la croce e il bivacco; inizia qualche morbido sali e scendi, superiamo un ruscello e la vista si apre mostrandoci il Resegone. Arriviamo ad una palina che tra le altre località indica anche il Monte Due Mani (a 45 minuti). Proseguiamo fino ad un grande spazio erboso e vediamo Cascina Pranura, poco più avanti ad un bivio troviamo indicazioni per la vetta. Rientriamo nel bosco che presto diventa misto con faggi e betulle, dopo diversi tornanti di cui alcuni su roccia e altri su erba un segnavia indica 15 minuti all’arrivo. Si prosegue ripidamente e giungiamo ad un bivio: entrambi i sentieri portano alla vetta ma quello che prosegue diritto è meno esposto di quello che si dirama verso destra. Vediamo croce e bivacco sopra di noi e dopo le ultime e un po’ faticose curve arriviamo in cima.

Escursione adatta davvero a tutti, ma teniamo presente che non c’è nessun punto d’acqua.

 

nota tecnica

Dislivello: 532

Tempo: 1 ora e 30.

Periodo consigliato: tutto l’anno.

Difficoltà: E, adatto anche a bambini.

Punti d’appoggio: Bivacco Locatelli.

Note: no punti d’acqua.

Salita al Resegone

di Francesca Ghioni

Il monte Resegone, detto anche monte Serrada o Resegun in dialetto lecchese e Rasgù in dialetto bergamasco, è una montagna delle Pralpi lombarde situata tra la provincia di Lecco e quella di Bergamo. Il nome origina dal termine lombardo resegon (grossa sega) per via del fatto che le nove punte che compongono il suo profilo, osservate da Lecco e dalla Brianza, somigliano proprio alla lama di una sega. Dai suoi 1875 m s.l.m. si gode di una vista che lo ha reso uno tra i monti più popolari, se non il più popolare, di Milano, della Brianza e della città di Lecco. Terreno di gara della storica Monza-Resegone, corsa podistica organizzata dalla S.A.M. che si tiene ogni anno in concomitanza della festa patronale di San Giovanni nella città di Monza; della recente ResegUp, gara di trail running con partenza dal centro di Lecco, della ancora più recente Skyrace Creste Resegone (Trofeo Sergio Manini A.M.) che percorre le creste da sud a nord partendo da Brumano e infine della manifestazione Assalto al Resegone, organizzata dalla S.E.L. che assegna il Trofeo Resegone alla società o associazione che stabilisce il miglior punteggio. Nonostante i molteplici eventi agonistici dedicati a skyrunners, trailrunners e alpinisti, il Resegone offre varie vie normali per escursionisti più e meno esperti. Doveroso se si è Brianzoli o Lecchesi arrivare alla cima!

Uno degli itinerari più percorsi dai due e dai quattro zampe è quello che parte dalla galleria della Forcella di Olino e arriva alla vetta, poco sotto alla quale si trova il rifugio di proprietà della S.E.L. intitolato Luigi Azzoni. Arrivati in auto alla galleria parcheggiamo vicino a diverse paline che indicano tra le varie destinazioni la Forcella di Olino, ci incamminiamo in un sentiero in leggera salita e in ombra; dopo poco troviamo un bivio e seguiamo la freccia a destra che porta al Resegone. Camminiamo con qualche sali e scendi e ad un altro bivio seguiamo per Forbesette Resegone fino ad un tavolo con delle panche poco dopo il quale, grazie ad una fontana, possiamo rifocillare noi stessi e i cani che ci accompagnano. Ignoriamo diversi bivi, la salita inizia a farsi più ripida e il terreno roccioso; continuiamo a seguire per vetta Resegone/ rifugio Azzoni. Usciamo dal bosco e iniziamo a vedere la cima, ora la salita è abbastanza dura ma è l’ultimo tratto che ci separa dalla vetta, completamente esposto a potenziali sole e vento. Arriviamo al rifugio e vediamo a destra dell’edificio la roccia scavata simile ad una scala che porta alla croce, dalla quale possiamo godere di un panorama che include Lecco, la Brianza e persino Milano! Questo sentiero è quello che con il minor dislivello e il minor tempo raggiunge la cima del monte Resegone, adatto davvero a tutti, cani, bambini e adulti non troppo allenati.

nota tecnica

Dislivello: 772

Tempo: 2.30 ore circa.

Periodo consigliato: tutto l’anno ma non in caso di forti nevicate (controllare chiusura rifugio).

Difficoltà: E, adatto anche a bambini.

Punti d’appoggio: rifugio Luigi Azzoni.

Note: solo un punto d’acqua fino al rifugio.