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VIA DELLE VETTE 2018: LA PAROLA AI PARTECIPANTI

Sono passati ormai alcuni mesi dalla Via delle Vette, il dog trekking organizzato da Thedogventure in Alta Valle Camonica. Eppure il ricordo di questa esperienza è ancora vivo in chi l’ha vissuta: con gambe, testa, cuore e passione. Un’esperienza che ha visto i cani al centro di una settimana entusiasmante, perché i cani sono e saranno sempre il fulcro del nostro progetto.

 

Qui di seguito trovate le impressioni e le sensazioni di chi, in prima persona, ha vissuto tutto questo.
Alla prossima…

Guido e Lea

I primi contatti nascono sui social, su Facebook, dove vedo il promo dell’iniziativa e cerco di capire quali saranno i percorsi, le distanze e i dislivelli da colmare. Subito ho l’impressione di un’avventura bellissima ma molto impegnativa dal punto di vista fisico, difficile da coniugare con i ritmi quotidiani casa-ufficio. Ricordo vivamente la recente esperienza di un’escursione sul monte Cornizzolo con un amico e i nostri cani, con l’ascesa difficoltosa per il peso dello zaino, carico di acqua, crocchette, tenda e materiali per essere in autonomia, e il sollievo nel poter fare una doccia dopo due giorni di escursione. Nessun problema per Lea, pastore tedesco di due anni, abituata alle scorribande, ma io avrei retto il colpo? Del resto, è troppo forte il richiamo della montagna, con la bellezza della fatica per raggiungere le cime e con la magia delle notti in tenda, nel silenzio dei boschi rotto solo dalle folate di vento. Altre due esperienze di dog trekking fatte con gli amici del gruppo Amarok, sul Monte Barro e ai Laghi Gemelli, mi spingono ad aderire al progetto e a confermare la mia partecipazione.
Giunto a Vezza d’Oglio ho conosciuto un gruppo di persone generose che, animate da una grandissima passione per i cani, hanno dato vita a una bellissima avventura: il primo dog trekking del progetto del Centro Cinofilo La Luna e il Falò di Filippo Cattaneo, sostenuto dalla Fisc e dal Progetto Amarok e da diversi partner, tra cui la sbk Italia, Francesca Codina Photography, WebCam Valle Camonica, AleCod, Myfootbike Italia, F-all e la Trattoria Fontanacce di Vezza D’Oglio che è stata un magnifico punto di partenza e di arrivo.
Francesco coi suoi Indi e Ciuk, Francesca e Federico con Sean, Ira e Ripley, Andrea con Max e Maraya, Eleonora con Akira e Chiara con Lampo, Oliviero e Nadia con Denise, Rodolfo con Andrea sono stati compagni di viaggio insostituibili.
Insieme abbiamo esplorato posti bellissimi, spettacolari, come la Val Grande, Cima Rovaia, Ponte di Legno e l’Area Faunistica di Pezzo, Temù, la Val Paghera e il Lago dell’Aviolo. Complessivamente, sono stati percorsi 108 chilometri, con 11.680 metri di dislivello positivo e negativo. Molto ci ha aiutato l’organizzazione del trekking: il gruppo di supporto, che ci raggiungeva in auto a ogni trasferimento, caricando i materiali al mattino e riconsegnandoceli alla sera, ci ha permesso di camminare sostanzialmente scarichi, mentre la generosità degli amici che hanno supportato l’iniziativa ci ha consentito di avere quasi sempre l’appoggio di una struttura dove magiare e lavarci.
Per rispettare il regolamento dei Parchi dello Stelvio e dell’Adamello e per disturbare il meno possibile i cervi e gli altri animali incontrati sul percorso, abbiamo sempre tenuto legati  i cani con imbrago sportivo, cordino e cintura. Durante il cammino i cani tirano, sempre, anche in discesa. Questo in montagna può essere difficoltoso, ma mi è sembrato che Lea abbia progressivamente imparato ad accordarsi col mio passo e con le difficoltà del sentiero. La condivisione della fatica e dei momenti di riposo, sul percorso e in tenda, col proprio cane e con gli amici del gruppo, è stata il tratto centrale di questa avventura. Naturalmente, mi prenoto per la prossima!

Eleonora e Akira

Cosa ha significato per me questo viaggio? Ha comportato il sacrificio di un programma ordinario a favore di una realtà da scoprire, la rinuncia del quotidiano per lo straordinario, ha ribaltato le mie personali convinzioni. Mille motivi mi hanno spinto a partecipare a questa avventura. Si parte per entrare in contatto con altre persone che hanno la tua stessa passione, per riempire una mappa vuota, per sentire il rumore degli scarponi e delle zampette nella polvere; si va perché si sente il bisogno di capire e scoprire qualcosa e per vedere quello che succederà. Mi porto dentro un bellissimo ricordo di questo dog trekking e spero di riviverne molti altri. Ringrazio tutto il team che ha reso questo viaggio straordinario.

Andrea, Max e Maraya

Quando mi fu proposto di partecipare alla Via delle Vette ero molto entusiasta dell’idea: passare 9 giorni lungo un tracciato suoi i sentieri della Val Camonica alla scoperta di posti meravigliosi! Così preparai lo zaino, molto accuratamente, tenda, sacco a pelo, cintura, linee da traino e imbraghi per i cani! Già, perché sono loro i principali protagonisti di questo meraviglioso cammino! Max e Maraya, un Border Collie di 8 anni e una mix husky di 1 anno (proveniente da un rescue di husky). Di trekking ne abbiamo fatti ma di più giorni era la prima volta, mille erano le mie domande che giravano per la testa: “saranno in grado, i miei cani, a reggere tutti questi giorni?”; “Dormiranno in tenda?”; “Andranno d’accordo con gli altri cani?”… Domande a cui ho avuto eccellenti risposte!Sono sempre stati all’altezza del trekking, non hanno mai mollato un centimetro, e anche quando le salite erano dure, loro mi hanno aiutato tanto! Con i compagni di viaggio c’è sempre stato un ottimo feeling fin dal primo giorno, tante risate, le chiacchierate lungo i sentieri e sopratutto le soste gastronomiche…a volte tra di noi, altre ospitati in rifugi o baite, dove abbiamo sempre trovato una bellissima ospitalità! Il tracciato del trekking è stato veramente bello, arrivare al Pianaccio, dormire in tenda, mentre fuori diluviava, passare dentro i boschi, vedere le cascate, i piccoli villaggi, la riserva faunistica, ammirare le montagne innevate; passando per una salita di due km e ammirare il Lago Aviolo di un colore turchese dove i cani hanno potuto anche fare il bagno… insomma un dog trekking meraviglioso! Federico e Francesca, che con thedogventure hanno preparato il il tracciato e i sentieri sono due ragazzi speciali che hanno sempre risposto alle nostre curiosità del luogo, e sopratutto sempre disponibili! I nostri compagni di viaggio? Come scritto prima si è creato da subito un bel feeling, ci siamo divertiti, le risate e le chiacchierate sono state un bel mix per affrontare al meglio il cammino! Anche i cani sono stati meravigliosi, otto Siberian Husky, un Border Collie e un Pastore Tedesco…eheh… bellissimi vederli camminare fianco a fianco. Non hanno mai mollato, anzi più camminavano e più si gasavano! Certo la sera si arrivava stanchi, ma con una bella dormita, si ripartiva sempre più carichi.Tanti sono stati gli incontri con i cervi, sulle montagne ma anche a tre metri davanti a noi! La tappa più bella? Oltre la salita verso l’Aviolo, è stata quella dei 30 km condivisa con Oliviero Bosatelli, sua moglie e la sua Pastore Tedesco.
Insomma devo dire ho passato otto giorni speciali e meravigliosi, portando a casa un bellissimo ricordo e la volontà di iniziare a prepararmi per altre meravigliose avventure! I miei ringraziamenti vanno sopratutto a Francesco che mi ha convinto a venire, a Filippo, Rodolfo, Francesca, Federico,  i miei compagni di viaggio Chiara, Eleonora, Guido..ai nostri cani che ci hanno sopportato per i 110 km della Via delle Vette! Alle persone che ci hanno ospitato (sopratutto per la sauna! Ahaha), alla mia amica Simona del Rifugio alla Cascata dove abbiamo cenato benissimo le due ultime sere. Un ringraziamento speciale va sopratutto a Max e Maraya che sono stati due compagni fantastici, condividere, aiutarsi e dormire vicini ha rafforzato il nostro bellissimo rapporto! Via delle Vette, un esperienza unica e speciale!

Chiara e Lampo

“Per quanta strada ancora c’è da fare amerai il finale”. E’ questo lo spirito con le quali ho attraversato con Lampo le valli di questa esperienza; che hanno regalato all’avventuriero l’occhio più bello. Grazie a tutti e grazie soprattutto ai nostri compagni di viaggio a quattro zampe.

VIA DELLE VETTE – DOG TREKKING IN ALTA VALLE CAMONICA

thedogventure’s team

thedogventure.com, progetto del Centro Cinofilo La Luna e il Falò, nato da un’idea di Filippo Cattaneo, ha una sua logica, una sua modalità di lavoro, una sua peculiarità. Il cane, in quanto tale, al centro del nostro progetto associato ai trekking. In aggiunta ad un vivere il territorio in stretto contatto con la natura e le sue tipicità. Così, La Via delle Vette è il primo dog trekking ufficiale di thedogventure. Con delle semplici ma chiare caratteristiche: vivere il cane ventiquattr’ore su ventiquattro, dormendo in tenda e svoglere assieme a lui il fantastico lavoro del “mettersi in cammino” scoprendo luoghi fantastici, nel pieno rispetto delle leggi della natura.

Thedogventure, per questo dog trekking, ringrazia tutti coloro che ci hanno sostenuto, fin dalla fase progettuale: in primis Il Centro Cinofilo La Luna e il Falò e l’Allevamento Keral’ghin di Filippo Cattaneo. Un grande grazie alla FISC (Federazione Italiana Sport Cinofili) e al Progetto Amarok – Lo Spirito del Lupo. E, ovviamente, un ringraziamento di tutto cuore ai partner che hanno contribuito alla riuscita dell’evento: SBK ITALIA – sport and job for your dog, F-ALL – underwear, Myfootbike Italia, Trattoria Pizzeria Fontanacce, AlecodFrancesca Codina Photography e WebCam Valle Camonica. Sembra scontato, ma non lo è: senza il loro appoggio nulla di quanto vissuto sarebbe stato possibile. 

 

Dove siamo stati? Nello scenario paesaggistico dell’Alta Valle Camonica, tra i Parchi dello Stelvio e dell’Adamello. I veri protagonisti di questo dog trekking sono stati i cani: Akira (Siberian Husky), Lea (Pastore Tedesco), Lampo (Siberian Husky), Maraya (Siberian Husky), Max (Border Collie), Sean (Siberian Husky), Ira (Siberian Husky), Ripley (Siberian Husky), Indi (Siberian Husky) e Ciuk (Siberian Husky)… Denise (Pastore Tedesco) e Andrea (Siberian Husky), che ci avrebbero raggiunto qualche giorno più avanti. Senza i cani nulla di tutto questo sarebbe stato possibile, perché il loro contributo nel percorrere i sentieri e i cammini scelti è stato preziosissimo: grande la loro capacità di aiutare noi, poveri bipedi, nell’affrontare anche salite impervie, coi nostri zaini sulle spalle. 

Micro Cronaca di un’Avventura

Ritrovo ore 10.30 del giorno 26 maggio: un giorno dedicato alla conoscenza reciproca e all’interazione dei cani. Una giornata in cui sono state prese in visione le attrezzature e il materiale necessario per affrontare al meglio questa piccola grande avventura. 

La prima tappa, domenica 27 maggio, ci ha visto salire al Pianaccio, partendo da Vezza d’Oglio. Il Pianaccio è una piana (come si può intuire anche dal nome) di grande bellezza, dalla quale si possono ammirare le principali cime e valli che avremmo poi imparato a conoscere nelle successive giornate. Lo scriviamo subito: il tempo non ci è stato amico. Infatti, dopo un’ora dal nostro arrivo al Pianaccio, un forte temporale ci ha costretto –  anche per questioni di sicurezza – a trovare riparo con le tende nei pressi di Malga Salina: vento, fulmini e la grandine hanno accompagnato la nostra cena, rigorosamente consumata in tenda coi cani. 

 

La mattina seguente, il cielo limpido ci ha fatto godere di un paesaggio surreale, ma magnifico. Pronti per ripartire… e via verso la méta della nostra seconda tappa: la Val Grande. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Siamo giunti in Val Grande in tarda mattinata. Una valle rigogliosa, lussureggiante coi suoi larici e abeti e la cospicua presenza di torrenti e fiumi. Il “campo base” con le tende, presso una Baita privata, è stato anche qui, dalla sera stessa, accolto dall’immancabile acquazzone. Noi e i cani ci siamo abituati in fretta ai continui e repentini cambiamenti climatici. Martedì 29 maggio è stata una giornata di scoperta: coi nostri cani, rigorosamente imbragati e seguiti nel loro lavoro, ci siamo addentrati nella valle, superando la Malga e arrivando al Rifugio Sandro Occhi. Un’ora e mezza di strada in cui abbiamo osservato numerosi esemplari di cervi, maschi e femmine con qualche piccolo al seguito. E non ci siamo fatti mancare nemmeno la neve 😉

 

La quarta Tappa della giornata di mercoledì 30 maggio ci ha visto scendere dalla Val Grande, passare da Cima Rovaia per raggiungere Pramprano, località sopra Villa Dalegno. Anche qui, accolti dalla nostra nuvoletta carica d’acqua. A Pramprano siamo stati raggiunti da Denise, con Oliviero e Nadia. La sera, nella baita a cui ci siamo appoggiati, è stata un’occasione di festa… anche perché eravamo ormai giunti a metà del nostro itinerario.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovedì 31 maggio è stata la tappa sicuramente più impegnativa, non tanto per il dislivello, quanto per i chilometri: 30 km esatti. Da Pramprano siamo discesi fino a Ponte di Legno – primo baluardo di civiltà dopo 4 giorni; da Ponte, percorrendo una delle tante stradine interne, abbiamo raggiunto la località di Pezzo, dove abbiamo fatto visita all’Area Faunistica: sì, perché thedogventure è anche valorizzazione e scoperta del territorio. E l’Area Faunistica di Pezzo, nel Parco dello Stelvio, è un piccolo gioiello dove poter conoscere da vicino la fauna locale. 

Pezzo è stata il nostro trampolino di lancio per raggiungere un altro luogo montano caratteristico: Case di Viso. Da qui, lungo la Tonalina, abbiamo nuovamente raggiunto Ponte di Legno per dirigerci a Temù, seguendo la pista ciclabile. Temù, il nostro nuovo campo base. 

Non è solo un modo di dire quello che spesso sentiamo, ovvero che “il meglio deve ancora venire”. Infatti gli ultimi due giorni (questa volta nel Parco dell’Adamello) sono stati sicuramente i più suggestivi per molti dei partecipanti: venerdì 1 Giugno, da Temù, siamo saliti verso il Monte Calvo, immersi in un bosco di abeti rossi. Raggiunto poi il Pornina, abbiamo seguito il sentiero che ci ha condotto al Rifugio alla Casata, in Val Paghera. Una serata a mangiare bruschette e a piantare le tende sotto il “muro” naturale che ci separava dall’ultimo traguardo: il Lago dell’Aviolo.  

Il 2 Giugno è stato fatto a tutti noi un regalo immenso: niente pioggia e la possibilità di ammirare il Lago dell’Aviolo e la sua piana in tutto il suo splendore. La salita per raggiungerlo non è certo tra le più semplici, soprattutto se si considera che le pietre e le rocce con cui è composto il ripido sentiero a gradoni erano completamente bagnati. Ma i cani, nonostante i tanti chilometri e il tanto dislivello già accumulato hanno lavorato alla grande, portandoci là dove dovevamo arrivare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 3 giugno è arrivato in fretta, così come la conclusione di questa avventura. Nell’ultima tappa, ossia quella del rientro, ha visto l’unirsi a noi Rodolfo e il suo Siberian Husky di nome Andrea: pochi chilometri per scendere dalla Val Paghera e arrivare là da dove è iniziata la Via delle Vette, la Trattoria Fontanacce a Vezza d’Oglio. 

Se all’inizio di questo testo abbiamo ringraziato le istituzione e le aziende che hanno supportato e appoggiato il dog trekking, ora è giunto il momento di ringraziare le persone in carne ed ossa che nei sette giorni della Via delle Vette ci hanno materialmente aiutato: Filippo, Nata, Lella, Ornella, Michele, Caty, Simona, Cristina e Umberto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quale conclusione dopo questo dogtrekking? E’ stata un’esperienza meravigliosa dove tutti i partecipanti sono cresciuti insieme ai loro cani. Dove i cani hanno potuto fare i cani, lavorando al fianco dei loro amici umani. Il divertimento – a due e quattro zampe – non è mancato. Un’esperienza, un’avventura, un trekking… chiamatelo come volete… che ha avuto un obiettivo primario fondamentale: riscoprire la montagna, viverla coi propri cani nella maniera più genuina possibile. Una modalità che oggi, nella nostra delirante frenesia antropocentrica sembra quasi anacronistica. Perché thedogventure mette al centro il cane: non il “cane-peluche” o il “cane-schiavo”, ma un cane che ha con l’essere umano un rapporto simbiontico di reciproco sostegno. Quindi, quale conclusione? Nessuna conclusione! Perché questo è solo l’inizio…

 

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dati tecnici Via delle Vette

Tot. km percorsi: 108 km

Tot. dislivello (positivo e negativo): 11.680 mt

Partecipanti (coi propri cani): Eleonora (Akira), Chiara (Lampo), Guido (Lea), Andrea (Maraya e Max), Oliviero e Nadia (Denise), Rodoflo (Andrea) Federico (Ira e Ripley), Francesca (Sean), Francesco (Indi e Ciuk)

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